22 November, 2009

Io non posso fare più niente ormai, lei invece può ancora scegliere, lei può ancora cambiare, Giovanna.
Non si accontenti di sopravvivere. Lei deve pretendere di vivere in un mondo migliore, non soltanto sognarlo. Io non ce l’ho fatta.

La finestra di fronte, di Ferzan Ozpetek (via untemporale) (via ceraunavolta)

e a proposito di pretendere: venerdì sera, parlando al telefono con qualcuno, ho proferito: “io pretendo alcune cose, come l’esclusività. non solo le voglio, le pretendo”. so che d’ora in poi non mi accontenterò più di nulla di meno di questo. e nonostante i rischi che correrò, mi sento lo stesso incredibilmente bene. pretendere di stare bene è un nostro diritto e un nostro dovere.

21 November, 2009

11ruesimoncrubellier:

la franca sta con un uomo che a volte piange, che deve consolare e sostenere. il suo è un amore senza condizioni, assomiglia di più a quello di una madre per un figlio. non lo direi raccomandabile tra un uomo e una donna. il serbatoio di tolleranza per i difetti e le fragilità di una coppia può essere grandissimo, ma anche se so che sopporterei facilmente la fragilità, non potrei mai ammettere la codardia.

valeria golino, da un’intrevista.

21 November, 2009

I libri che mi hanno maggiormente influenzato sono senza dubbio alcuno quelli di narrativa. I romanzi non incatenano il lettore a un dogma che scoprirà poi essere fallace, né gli impartiscono una lezione che dovrà successivamente dimenticare. Essi ripetono, riassestano e chiariscono le lezioni della vita, ci liberano da noi stessi, ci costringono a conoscere gli altri e ci mostrano la trama dell’esperienza come non riusciamo a vederla con i nostri occhi, ma attraverso un’altra prospettiva che, per una volta, non è il nostro ego, mostruoso distruttore.

— Robert Louis Stevenson, Con due libri nella tasca. Vademecum per scrittori affamati e lettori esordienti, Edizioni Spartaco (purtroppo, come già detto, questo libro ha la pessima prefazione di Antonio Pascale, ma basta saltarla). (via seia) (via mnemonia)

21 November, 2009

sbadigliare, ridere, ballare
sono contagiosi: è l’empatia,
non l’intelligenza, che ha fatto
di noi umani la specie vincente.

frans de waal, antropologo. (via 11ruesimoncrubellier) (via lindenlife)

20 November, 2009

e la vita caterina, lo sai, non è comoda per nessuno,

quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo.
devi rischiare la notte, il vino e la malinconia,
la solitudine e le valigie di un amore che vola via.
e cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo
e non ti bastano per piangere le lacrime di tutto il mondo.

francesco de gregori, caterina

provare un dolore così acuto da sentir male al petto. per un attimo tutto si appanna, poi inizia a fluttuare indistintamente.
camminare su e giù lungo una strada adiacente il castello sforzesco, parlando al telefono, cercando di spiegare e realizzando l’impossibilità della reciproca comprensione.
a volte neppure le lacrime bastano.

20 November, 2009

L’unica cosa certa è che in qualunque iperuranio tu ti trovi adesso, in qualunque zona di rimozione di te stesso e della tua vita vera tu ti stia trincerando, io ho dei segni addosso come solchi di un’escavatrice. L’anno passato è stato un anno terribile, mi guardavo allo specchio e mi vedevo grigia. Un colore cemento che mi sgomentava. E incisioni lunghe, profonde, dolorose. Ferite addosso che a leccarsele non passavano mai. E’ come se dopo tutto quello che ci era successo, che tu avevi voluto succedesse, io fossi di colpo invecchiata cinque anni. Perchè è vero che certi avvenimenti ti cambiano. Mica solo dentro. Piallano il corpo, scartavetrano la pelle, incurvano le spalle, tagliano e offendono per sempre quella ridicola scorza che per caso sta là fuori a coprirti le ossa.

Adesso se c’è Prince non necessariamente penso a te. Adesso ho ritrovato il mio colore. E splendo, cazzo. Splendo di nuovo. Ma quei marchi, quei segni d’oltraggio che tu mi hai inferto, che io mi sono lasciata fare, mi restano addosso e mi ricordano che tutto, nella vita, si paga. L’amore, soprattutto.

dal blog, privato, di una ragazza fantastica (via plettrude)

ecco, io stasera mi sento invecchiata di cinque anni, anche più.

19 November, 2009

beati quelli il cui atteggiamento verso la realtà
è dettato da immutabili ragioni interiori!

italo calvino, da “una pietra sopra”. (via 11ruesimoncrubellier)

splendido.

19 November, 2009

mantra

sentirsi infelici è stupido, inutile e noioso.

19 November, 2009

11ruesimoncrubellier:

livestrong:

“To love. To be loved. To never forget your own insignificance. To never get used to the unspeakable violence and the vulgar disparity of life around you. To seek joy in the saddest places. To pursue beauty to its lair. To never simplify what is complicated or complicate what is simple. To respect strength, never power. Above all, to watch. To try and understand. To never look away. And never, never, to forget.”

Arundhati Roy (via kari-shma) (via quote-book) (via traeumerin) (via raccontatemiunaltrabugia)

19 November, 2009
kari-shma:

© Mandy Crandell (via Beauty in Everything - Photography)

kari-shma:

© Mandy Crandell (via Beauty in Everything - Photography)